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Nuovo record raggiunto dai rivelatori di onde gravitazionali LIGO-Virgo-KAGRA

Il rivelatore di onde gravitazionali Virgo, localizzato in Italia vicino Pisa, fa parte di un network più esteso di rivelatori insieme a quelli negli Stati Uniti, chiamati LIGO, e a quello in Giappone, chiamato KAGRA. Le onde gravitazionali rivelate finora sono prodotte dalla fusione di sistemi binari di oggetti astrofisici massivi e compatti, come buchi neri e stelle di neutroni.
I rivelatori LIGO-Virgo-KAGRA alternano periodi di osservazione a periodi in cui tutta la strumentazione viene migliorata in modo da aumentare la sensibilità dei rivelatori a segnali di onde gravitazionali provenienti da sorgenti sempre più lontane e deboli. Attualmente è in corso il quarto periodo di osservazione, iniziato nel Maggio 2023, durante il quale i ricercatori della collaborazione LIGO-Virgo-KAGRA monitorano lo stato dei rivelatori 24 ore su 24 con dei turni di presa dati che sfruttando la presenza di collaboratori in ogni parte del mondo. I ricercatori in turno, detti shifters, hanno anche la responsabilità di verificare che quando gli algoritmi di analisi dati online segnalano la presenza di un possibile evento di origine astrofisica, la qualità dei dati sia ottimale. In tal caso, gli shifters inviano delle circolari tramite un apposito servizio della NASA (link) per allertare tutta la comunità astrofisica che può in questo modo può orientare i telescopi nella direzione indicata e cercare di rivelare altri segnali dallo stesso evento astrofisico.
Giorno 19 marzo 2025 alle 07:25 (ora locale) è stato registrato nei rivelatori LIGO e Virgo (al momento KAGRA è spento) un segnale proveniente probabilmente da un sistema binario di buchi neri distante circa 15 miliardi di anni luce dalla Terra, mentre erano in presa dati 3 ricercatori del Dipartimento di Fisica dell’Università degli Studi di Trieste (Davide Di Piero, Giuseppe Troian e Agata Trovato) che hanno avuto quindi la responsabilità di validare l’evento e avvertire la comunità scientifica (pagina dell’evento). Questo evento segna un nuovo record: si tratta del 200esimo segnale dalla probabile origine astrofisica registrato durante il quarto periodo di osservazione!
Questo è notevole anche perché nei primi 3 periodi di osservazione in totale sono stati rivelati meno di 100 eventi, quindi il totale raggiunto è davvero impressionante.
Se siete interessati all’analisi dei dati di onde gravitazionali vi anticipiamo che a metà maggio si terrà il Gravitational Wave Open Data Workshop e al dipartimento di Fisica dell’Università di Trieste verranno organizzate delle sessioni di tipo hands-on dal 13 al 15 maggio. Più dettagli verranno circolati a breve (il contatto di riferimento è Agata Trovato, agata.trovato@units.it).
Ultimo aggiornamento: 24-03-2025 - 09:56