Missioni spaziali e astrobiologia

La tecnologia per piccoli satelliti viene oggi impiegata anche per l’esplorazione spaziale del sistema solare. Tra le nuove applicazioni, il rilevamento dei materiali delle superfici dei corpi rocciosi tramite spettroscopia ad alta energia presenta un multiplo interesse per le future missioni. 

La missione TASTE - Terrain Analyzer and Sample Tester Explorer, sviluppata in ambito ASI - Agenzia Spaziale Italiana, ha tra i suoi scopi l’identificazione della composizione superficiale di Deimos, satellite di Marte, per determinarne l'origine (risultato dell'impatto tra Marte e altro corpo, oppure cattura dinamica dalla fascia degli asteroidi). Ciò sarà possibile durante la fase di orbiting, attraverso la rilevazione delle righe ad alta energia prodotte da fluorescenza X del suolo, a seguito di interazione con flare solari, o prodotte da decadimento spontaneo gamma degli elementi superficiali. 

All’interno del programma PRORIS di INAF - Istituto Nazionale di AstroFisica, PROGReX è parte di un set di strumenti che verrà testato sulla Luna. Analogamente al caso di TASTE, la sperimentazione riguarderà la caratterizzazione di materiali lunari di vario interesse, in questo caso dotando la strumentazione di una sorgente per la generazione di fotoni ad alta energia.

In entrambe queste missioni, come strumento di detection si fa uso dello spettrometro X e gamma già in funzione nella missione HERMES (il cui target sono sorgenti astrofisiche), riadattandolo per l'osservazione planetaria. Ciò comporta una serie di attività su diversi fronti: ridefinizione dell’elettronica e del disegno meccanico; simulazioni tramite Geant4; caratterizzazione delle misure tramite test nel nuovo laboratorio alte energie presso l’OATs - Osservatorio Astronomico di Trieste; sviluppo delle analisi dei dati di remote sensing per l’individuazione dei suoli per l’osservazione.

 

Sempre in collaborazione con INAF-OATs, vengono portati avanti studi nel campo dell’astrobiologia con il gruppo POTs - Planetary system and Origin of life at INAF Trieste. In questo contesto, si sviluppano modelli climatici di esopianeti, con applicazioni a Terra e Marte primordiali; a cui si integra ora l’impiego di simulazioni Geant4 per indagare l’interazione tra radiazione spaziale e ambiente planetario, incluse eventuali componenti organiche: tra i casi di studio, i plume delle lune ghiacciate Encelado ed Europa.

 

Responsabile del gruppo di ricerca
Responsabile: 
Federico Dogo

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Ultimo aggiornamento: 28-11-2025 - 09:14