Interazioni Elettrodeboli delle Particelle Elementari

(N.Paver) Il potenziale di scoperta delle nuove macchine acceleratrici può essere investigato teoricamente in diversi processi. Questa attività di ricerca, svolta in collaborazioni internazionali, si è recentemente concentrata sull'utilizzo di fasci polarizzati in un futuro International Linear Collider (ILC) per elettroni e positroni, e sull'analisi angolare della produzione di coppie leptone-antileptone nelle interazioni fra protoni al Large Hadron Collider (LHC) del CERN, di particolare interesse per la possibile identificazione di particelle non ancora osservate quali gravitoni, bosoni neutri pesanti, o sneutrini. Sono oggetto di studio anche decadimenti ultra-rari dei leptoni tau, che potrebbero venir osservati da una nuova generazione di collider per elettroni e positroni ad alta luminosità (flavor factories).

(C.Verzegnassi) All'acceleratore LHC del CERN l'interazione fra protoni ad alta energia può produrre stati finali costituiti da due particelle elementari, una delle quali è un quark della terza famiglia, quindi o un top (single top production) o un bottom (single bottom production). L'altra componente può essere o un bosone di Higgs o un bosone di gauge o un altro quark leggero. Lo studio di questi processi ha una notevole importanza perchè una misura delle sezioni d'urto permetterebbe una determinazione di alcuni parametri molto interessanti della trattazione teorica, sia nel Modello Standard sia in teorie di Nuova Fisica (Supersimmetria). Per arrivare ad una previsione teorica precisa degli osservabili nei processi considerati è necessario eseguire un calcolo teorico completo ed accurato al livello perturbativo detto di “un laccio”, estendendolo da processi come single top con bosone W, quark down, bosone di Higgs carico, single bottom con bosone di Higgs neutro, ad altri processi (single bottom con bosone Zeta). Questa ricerca viene svolta in collaborazione internazionale con fisici teorici di Trieste, Lecce, Montpellier, Copenaghen, Max Planck, CERN.

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Ultimo aggiornamento: 26-09-2017 - 03:20